"Fragilità sospesa...."


Ho una vera e propria passione per Shakespeare e quando, la scorsa primavera, mi dissero che avrei preso parte ad una mostra dal titolo "Fragilità il tuo nome è donna", il mio entusiasmo era alle stelle.
Questa è stata una delle esperienze più entusiasmanti della mia vita. Non solo per il tema affascinante sebbene piuttosto impegnativo ma anche e soprattutto perchè era la mia prima vera esposizione in una mostra di ceramica tutta al femminile.
Partita da Faenza e Nove, la mostra si è spostata anche ad Agropoli e Cetara.
Quest'ulltima location mi è entrata nel cuore. La torre vicereale che, ospitava la mostra, dalla struttura molto particolare è il vero fulcro del centro di questo meraviglioso piccolo borgo di pescatori.
La torre è fantastica ed imponente, ha una posizione d'eccezione trovandosi a ridosso della scogliera.
Lì il mare è il secondo protagonista indiscusso e il profumo che si sente passeggiando lungo la stradina è qualcosa di impagabile per chi, come me, ha il mare dentro.
Tornando alla mostra, devo dire che la scelta di portare questo pezzo, è stata del tutto "casuale".
Avevo preparato questo lavoro per un altro evento ma ben presto si è capito che il suo destino sarebbe stato altrove. Ho lavorato una settimana al progetto ma la vera realizzazione è stata istintiva.
E' così che è nata "Fragilità Sospesa" che riassume in pieno ciò che per me è la  fragilità di una donna, non intesa con quell'aggettivo negativo che da sempre ha identificato questo termine ma come la tenerezza, la forza e il coraggio della stretta rassicurante di una madre verso suo figlio.
Prima della cottura

Dopo la cottura

"Colpo di coda"


Sebbene sia tempo di zucche, funghi, castagne e foglie dalle tinte autunnali, il caldo e il sole di queste giornate di ottobre, ci riportano all'estate appena terminata.
Ed estate è, soprattutto, sinonimo di mare!
Ho realizzato vari lavori a tema marino ma sono particolarmente legata a questi due pesciolini interamente decorati a mano, dipinti qualche mese fa per due bambine.
Nel farli non ho voluto ispirarmi ad alcun oggetto simile già visto ma ho lasciato libero sfogo alla mia fantasia.
E potrei dire, con ironia che, ancora una volta l'argilla ha deciso per me, lasciandosi decorare come desiderava.












" Apulia e la rivincita delle barbabietole"

Nell'ultimo periodo ho speso gran parte del mio tempo e della mia vita allo studio delle varie tecniche ceramiche, soprattutto di decorazione, sperimentando da sola e mettendo in gioco tutta me stessa ma lo stimolo più grande per migliorarmi come donna e artista l'ho sempre ricavato dai bambini con la quale lavoro.
Il titolo di questo primissimo post dopo un lungo periodo di assenza è tutto dedicato ai miei piccoli della scuola elementare di Cava dei Tirreni (Sa) che proprio non ne volevano sapere di chiamare la "barbottina", cioè quella miscela di acqua ed argilla cruda, con il suo vero nome. Devo dire che, da quando l'abbiamo ribatezzata con il termine "barbabietola" mi risulta sempre difficile durante una lezione non sorriderne al ricordo e spesso mi ritrovo a raccontare a nuovi allievi quella buffa storia.
I bambini, una fonte inesauribile di energia e creatività e l'entusiasmo che leggo nei loro occhi quando creano qualcosa con le loro mani, è davvero impagabile.
Oltre ai corsi in scuole, librerie ed eventi pubblici e allo studio per perfezionare ed imparare nuove tecniche, ho preso parte grazie all'associazione Pandora- Artiste Ceramiste a varie mostre.
Dopo quella tenutasi al Castello Arechi di Salerno si sono susseguiti alcuni eventi. Il primo dei quali è stato il  XXIII Concorso di Ceramica Mediterranea nella città di Grottaglie (Ta) "Suggestioni e Colori di Puglia" dove ho partecipato nella sezione Giovani Ceramisti.
La mia opera che ha dato anche nuovo volto a questo blog, è intitolata Apulia. E' una brocca modellata con la tecnica del colombino e il manico con forme femminili rappresenta un albero d'ulivo che estende i suoi rami su tutta la superfice.






Una mostra ... "d'altri tempi"

Immersa nello scenario del Castello Arechi di Salerno, lo scorso 19 febbraio ho preso parte ad una mostra all'interno dell'evento "DegustArte al Castello Medievale".
Devo dire che la magia e l'atmosfera incantata di quel luogo si sentiva fortemente, le luci suggestive conferivano al luogo sembianze fatate. L'impressione era quello di un salto indietro nel tempo e che si era approdati in un antico regno popolato da fate e folletti, complice anche la luna che sbucava fra un albero e l'altro.
A riportarti al presente, non da meno, vi era lo spettacolare golfo di Salerno.
Probabilmente è la mia instancabile passione per questo periodo storico e per le leggende che ne sono nate ad avergli conferito questo aspetto ma l'emozione che provavo nel salire era vera.
Da Gennaio sono entrata a far parte di un'associazione di ceramiste, tutte donne e il clima che da subito mi ha accolto è stata quella di una grande e bella famiglia dove poter imparare e collaborare in completa
 armonia e rispetto.














  Ecco una carrellata di tutte le opere presenti alla mostra.



































" L'alba dei sognatori"

 Avete presente la sensazione  che si ha al  risveglio subito  dopo aver sognato? Nel mio  caso è quasi sempre di  stupore.
 Tutto intorno ha ancora  contorni sfocati come se la  realtà che mi circonda, in quel momento, non mi appartenesse davvero.  La mia vera identità è rimasta immobile, lì,  sepolta tra le trame sottili di una storia creata ad arte dalla fantasia.
Man mano, ripasso con la mente ogni dettaglio, prendo appunti di emozioni provate, parole dette e persone incontrate.
Mi meraviglio sempre della varietà di personaggi che popolano i miei "racconti
onirici" dalla quale, spesso, traggo ispirazione.
Il personaggio rapprentato in questa mattonella smaltata potrebbe essersi materializzato da uno dei miei sogni ma in realtà è il solo frutto di varie elaborazioni, seppur nate dalla mia fantasia.
Avevo notato, infatti, come la forma intrecciata del mandala che avevo inciso qualche tempo prima, ricordasse la curva sinuosa di un corpo femminile. Il legame con il mare della mia terra ha fatto il resto, trasformando un semplice elemento geometrico nel lavoro che vedete nelle foto.
La superficie imperfetta è dovuta all'incisione volontaria e superficiale dello smalto bianco sottostante, mediante un bastoncino appuntito di legno, a ricreare delle piccolissime onde increspate.
In fondo penso che ogni realtà scaturisca da un sogno e da chi si lascia cullare da esso.





" Parole, rumori e giorni...."

Vorrei salutare questo nuovo anno appena iniziato con i versi di una delle mie canzoni preferite di Fabrizio Moro.
" Parole, rumori e giorni. Attese, speranze e sogni, lontani, vicini. Chi lo sa...Chi lo sa..."
Risentendola e cantandola mi riporta, inevitabilmente, all'entusiasmo di un concerto e alla spensieratezza di quel momento.
Ed è proprio questo che mi auguro per il 2016, che sia un nuovo inizio pieno di entusiasmo, voglia di fare e imparare.
Un anno pieno di creatività!


"A spasso nel tempo"


In questo 2015 ho incontrato molte persone lungo il cammino, facce sconosciute in un treno in ritardo, stanche, spesso insoddisfatte. 
Non potrei dimenticare gli artisti che ho conosciuto e tutti, indistintamente, mi hanno donato qualcosa.
Se dovessi fare un bilancio, in questo 31 dicembre, dovrei di certo ringraziare, per primi, tutti coloro che mi hanno deluso perché grazie a loro mi sono interrogata su me stessa.
Ringrazio chi mi ha dato fiducia ma soprattutto chi mi ha detto di fermarmi, che non potevo farcela, perché mi ha insegnato a contare su me stessa, a portare avanti le mie passioni, a scoprire da sola i miei limiti e, nel caso, a superarli.
Ma non ce l’avrei fatta senza le persone che mi hanno accompagnato e gli eventi a cui ho preso parte.
A spasso nel tempo planerei nel maggio scorso, in quella esplosione di emozioni che è stata "Buongiorno Ceramica" e attraversando momenti difficili e altrettanti momenti di gioia arriverei sicuramente al "Sorrento Ceramic Festival". 
E proprio nell'ultimo giorno dell'anno ho deciso di condividere su C'era una volta l'argilla, uno dei lavori che ho realizzato insieme ad uno straordinario maestro ceramista di Deruta in una lezione di Ceramica Greca.





"I volti del Sole"


Ho sempre pensato che una delle "qualità" più magiche dell'argilla fosse la sua innata predisposizione nello scegliere in quale forma trasformarsi. La sfida più interessante è proprio quella di capirlo e di utilizzare tutta la creatività che si possiede per far emergere il suo reale aspetto che è ancora confinato all'interno di un unico blocco.
Un lavoro  interiore, di sensibilità e di totale trasporto. E' un lasciarsi andare oltre i confini del reale e perdersi nella propria fantasia, scoprire un mondo fatto di illusioni e di prospettive.
Tutto quello che è ancora in potenza potrebbe diventare concreto sfruttando questa capacità di interazione fra reale e immaginario.
Quando ho iniziato a lavorare questo piccolo pezzo di argilla avevo appena terminato un lavoro importante ed ero in cerca più di relax che di sperimentazione. Pian piano prese la forma di un ciondolo tondo.
Avevo in mente già di realizzarne uno per la mia amica Tonia ma non avevo un'idea precisa su cosa realmente raffigurare.
Non so cosa di preciso mi ha portato a volerne fare un volto, anzi, il volto del Sole ma mi piace dirmi che era già lì in attesa di essere scoperto.
Spesso mi capita di cambiare improvissamente un progetto in corso perchè la forma presa dall'argilla mi ricorda un oggetto, un volto umano o un animale.  Ai miei occhi è palesemente quello e non posso far a meno di seguire l'istinto e farmi trasportare da esso.
Non è strano che mi si veda distruggere lavori e ricomiciare da capo il tutto finchè non sono soddisfatta.
Alcune volte mi va bene, come in questo caso, altre volte invece, ne viene fuori un autentico disastro.
I miei volti del Sole sono femminili e in entrambi i casi mi sono divertita a giocare con gli intarsi e i colori, come le vetrate di una cattedrale gotica (soprattutto nel secondo ciondolo).





Ultimamente anche io ci ho messo "la faccia" e ho partecipato all'iniziativa di una giovane blogger e artista che con la sua " Io e la mia creazione" incoraggiava artigianato e creativi in genere.
Potete vedere il banner Selfiamoci Creative qui nella pagina.
L'argilla è una dimensione da sperimentare, proprio come la creatività insita in ognuno di noi.