Una mostra ... "d'altri tempi"

Immersa nello scenario del Castello Arechi di Salerno, lo scorso 19 febbraio ho preso parte ad una mostra all'interno dell'evento "DegustArte al Castello Medievale".
Devo dire che la magia e l'atmosfera incantata di quel luogo si sentiva fortemente, le luci suggestive conferivano al luogo sembianze fatate. L'impressione era quello di un salto indietro nel tempo e che si era approdati in un antico regno popolato da fate e folletti, complice anche la luna che sbucava fra un albero e l'altro.
A riportarti al presente, non da meno, vi era lo spettacolare golfo di Salerno.
Probabilmente è la mia instancabile passione per questo periodo storico e per le leggende che ne sono nate ad avergli conferito questo aspetto ma l'emozione che provavo nel salire era vera.
Da Gennaio sono entrata a far parte di un'associazione di ceramiste, tutte donne e il clima che da subito mi ha accolto è stata quella di una grande e bella famiglia dove poter imparare e collaborare in completa
 armonia e rispetto.














  Ecco una carrellata di tutte le opere presenti alla mostra.



































" L'alba dei sognatori"

 Avete presente la sensazione  che si ha al  risveglio subito  dopo aver sognato? Nel mio  caso è quasi sempre di  stupore.
 Tutto intorno ha ancora  contorni sfocati come se la  realtà che mi circonda, in quel momento, non mi appartenesse davvero.  La mia vera identità è rimasta immobile, lì,  sepolta tra le trame sottili di una storia creata ad arte dalla fantasia.
Man mano, ripasso con la mente ogni dettaglio, prendo appunti di emozioni provate, parole dette e persone incontrate.
Mi meraviglio sempre della varietà di personaggi che popolano i miei "racconti
onirici" dalla quale, spesso, traggo ispirazione.
Il personaggio rapprentato in questa mattonella smaltata potrebbe essersi materializzato da uno dei miei sogni ma in realtà è il solo frutto di varie elaborazioni, seppur nate dalla mia fantasia.
Avevo notato, infatti, come la forma intrecciata del mandala che avevo inciso qualche tempo prima, ricordasse la curva sinuosa di un corpo femminile. Il legame con il mare della mia terra ha fatto il resto, trasformando un semplice elemento geometrico nel lavoro che vedete nelle foto.
La superficie imperfetta è dovuta all'incisione volontaria e superficiale dello smalto bianco sottostante, mediante un bastoncino appuntito di legno, a ricreare delle piccolissime onde increspate.
In fondo penso che ogni realtà scaturisca da un sogno e da chi si lascia cullare da esso.





" Parole, rumori e giorni...."

Vorrei salutare questo nuovo anno appena iniziato con i versi di una delle mie canzoni preferite di Fabrizio Moro.
" Parole, rumori e giorni. Attese, speranze e sogni, lontani, vicini. Chi lo sa...Chi lo sa..."
Risentendola e cantandola mi riporta, inevitabilmente, all'entusiasmo di un concerto e alla spensieratezza di quel momento.
Ed è proprio questo che mi auguro per il 2016, che sia un nuovo inizio pieno di entusiasmo, voglia di fare e imparare.
Un anno pieno di creatività!


"A spasso nel tempo"


In questo 2015 ho incontrato molte persone lungo il cammino, facce sconosciute in un treno in ritardo, stanche, spesso insoddisfatte. 
Non potrei dimenticare gli artisti che ho conosciuto e tutti, indistintamente, mi hanno donato qualcosa.
Se dovessi fare un bilancio, in questo 31 dicembre, dovrei di certo ringraziare, per primi, tutti coloro che mi hanno deluso perché grazie a loro mi sono interrogata su me stessa.
Ringrazio chi mi ha dato fiducia ma soprattutto chi mi ha detto di fermarmi, che non potevo farcela, perché mi ha insegnato a contare su me stessa, a portare avanti le mie passioni, a scoprire da sola i miei limiti e, nel caso, a superarli.
Ma non ce l’avrei fatta senza le persone che mi hanno accompagnato e gli eventi a cui ho preso parte.
A spasso nel tempo planerei nel maggio scorso, in quella esplosione di emozioni che è stata "Buongiorno Ceramica" e attraversando momenti difficili e altrettanti momenti di gioia arriverei sicuramente al "Sorrento Ceramic Festival". 
E proprio nell'ultimo giorno dell'anno ho deciso di condividere su C'era una volta l'argilla, uno dei lavori che ho realizzato insieme ad uno straordinario maestro ceramista di Deruta in una lezione di Ceramica Greca.





"I volti del Sole"


Ho sempre pensato che una delle "qualità" più magiche dell'argilla fosse la sua innata predisposizione nello scegliere in quale forma trasformarsi. La sfida più interessante è proprio quella di capirlo e di utilizzare tutta la creatività che si possiede per far emergere il suo reale aspetto che è ancora confinato all'interno di un unico blocco.
Un lavoro  interiore, di sensibilità e di totale trasporto. E' un lasciarsi andare oltre i confini del reale e perdersi nella propria fantasia, scoprire un mondo fatto di illusioni e di prospettive.
Tutto quello che è ancora in potenza potrebbe diventare concreto sfruttando questa capacità di interazione fra reale e immaginario.
Quando ho iniziato a lavorare questo piccolo pezzo di argilla avevo appena terminato un lavoro importante ed ero in cerca più di relax che di sperimentazione. Pian piano prese la forma di un ciondolo tondo.
Avevo in mente già di realizzarne uno per la mia amica Tonia ma non avevo un'idea precisa su cosa realmente raffigurare.
Non so cosa di preciso mi ha portato a volerne fare un volto, anzi, il volto del Sole ma mi piace dirmi che era già lì in attesa di essere scoperto.
Spesso mi capita di cambiare improvissamente un progetto in corso perchè la forma presa dall'argilla mi ricorda un oggetto, un volto umano o un animale.  Ai miei occhi è palesemente quello e non posso far a meno di seguire l'istinto e farmi trasportare da esso.
Non è strano che mi si veda distruggere lavori e ricomiciare da capo il tutto finchè non sono soddisfatta.
Alcune volte mi va bene, come in questo caso, altre volte invece, ne viene fuori un autentico disastro.
I miei volti del Sole sono femminili e in entrambi i casi mi sono divertita a giocare con gli intarsi e i colori, come le vetrate di una cattedrale gotica (soprattutto nel secondo ciondolo).





Ultimamente anche io ci ho messo "la faccia" e ho partecipato all'iniziativa di una giovane blogger e artista che con la sua " Io e la mia creazione" incoraggiava artigianato e creativi in genere.
Potete vedere il banner Selfiamoci Creative qui nella pagina.
L'argilla è una dimensione da sperimentare, proprio come la creatività insita in ognuno di noi.







"Geometrie di colore"





Quando penso ad un luogo pieno di culti e colori spettacolari non posso non ricordarmi dell'India. Un Paese che da sempre mi affascina e che spero un giorno di visitare.
Mi hanno sempre colpito i costumi, i riti e le melodie di questo popolo.
Quando ho deciso di preparare questi ciondoli mi sono sentita trascinata dentro quel mondo. Ho cercato le forme, le tinte e i disegni ricchi ed avvolgenti, fatti di spirali contorti, fiori, geometrie e linee intrecciate. Ho voluto ricreare l'emozione che mi trasmettono quei disegni quando li guardo. Che siano "indossati", stampati o incisi, l'effetto è sempre bellissimo.
In questi lavori c'è un'influenza iniziale ma seguendo l'ipirazione sono sicura che in breve tempo ne nasceranno altri.
Ho scelto dei colori abbastanza neutri. Il giallo, il verde, l'azzuro ed il viola ma ho in mente dei progetti con colori più accesi e altri con il colore della terra per riprodurre gli splendidi tatuaggi all'hennè della loro tradizione.
Un uso di smalti e cristalline avrebbe dato, sicuramente, un aspetto, oltre che lucido, più intenso ma non è un caso che io abbia scelto di usare questo tipo di colorazione per decorare i miei ciondoli.
Nonostante sperimenterò, in futuro, riproducendo questo stile, dei ciondoli smaltati, ho una spiccata preferenza per gli ingobbi, per quanto riguarda questo genere di lavori, per il suo effetto opaco che mi riporta alla semplicità dell'argilla pura e mi fa sentire più vicina alle antiche usanze.









   

" I ricordelli "

Sono cresciuta con le favole che mi raccontava mio padre e adesso sono io a dilettarmi a scriverle.
Ricordo che, ogni sera, inventava nuove storie, a volte per farmi addormentare e più di frequente seduti a tavola all'ora di cena. Spesso confondeva i racconti e da bambina attenta e curiosa me ne accorgevo sempre. Ricordo anche quanto fosse buffo vederlo provare a ricordare le parole esatte.
Ogni sera, grazie alla sua voce, entravo in un altro mondo popolato da diversi personaggi, come erano vari  i luoghi che immaginava.
Frequenti erano gli animali fatati ma lasciava spazio anche a streghe, principesse e cantastorie.
Sono certa che ha contribuito in buona parte alla crescita della mia creatività.
Nonostante mi piaccia scrivere, lo strumento che preferisco per dare forma alle mie fantasie è sicuramente l'argilla. I miei ricordelli sono nati di recente come i protagonisti stravaganti di una di quelle fiabe.
Perfettamente in equilibrio fra parole, ricordi ed emozioni.